Matteo Vignoli

Sviluppatore Web Full-Stack autodidatta, curioso per natura,
attualmente impiegato a Milano presso ContactLab per conto di Anoki S.r.L.

Smettere di fumare: un anno senza sigarette

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Oggi è un anno esatto da quando ho deciso di smettere di fumare.

Un anno senza sigarette che, devo dire la verità, si è rivelato più semplice di quanto pensassi.

Ma non sono qui per cercare di convincere qualcuno a fare la stessa cosa, non mi interessa se volete continuare a fumare o meno, non vi voglio vendere metodi infallibili, né libri, né guide, niente di niente.

Però sono fiero di questo mio piccolo grande gesto e vorrei semplicemente condividere le mie impressioni.

Tutto quello che dicono è vero, ma dura poco

Ogni fumatore si sarà sicuramente sentito decantare migliaia di volte i benefici dello smettere di fumare (la quasi totalità delle volte senza che ciò fosse stato richiesto, naturalmente), e non sto certo qui a ripeterli, ormai li sanno anche i muri.

Allo stesso modo, ogni fumatore è stato terrorizzato dalle conseguenze dello smettere di fumare, principalmente da persone che ci sono passate ma sono poi ricascate nel vizio (cosa che non escluso di fare pure io, mettiamo subito le cose in chiaro). Essendo ancora nella fase di "convalescenza", chiamiamola così, vi confido un segreto: fate bene ad aver paura delle conseguenze, ma l'effetto dura molto meno di quanto temete, e chi ci è ricaduto nel vizio lo ha fatto perchè ha ceduto poco prima di non sentirlo più.

Come se un atleta si fermasse a 100 metri dal traguardo e vi dicesse che è troppo faticoso correre, meglio ritornare a camminare e basta. Sarebbe stupido no? Ormai era quasi arrivato, le endorfine stavano per inondarlo con il loro effetto benefico, e quello ha ceduto, dopo tutta la fatica fatta. E viene pure a dirti di non iniziare proprio!

Ok, forse il paragone non è del tutto azzeccato, però vi parlo per esperienza e per racconti diretti di chi ha smesso da molti più anni di me: le conseguenze più pesanti non durano neanche una settimana (i famosi cravings, quella voglia assurda del "momento sigaretta",  quel nervoso che ti sale all'improvviso).

Ed è anche vero che si ingrassa, sì. Io, che già non sono magrissimo e ho un metabolismo più lento del mio cervello, di chili ne ho presi 3 o 4 almeno. Ma stava arrivando l'inverno, e uno o due li avrei presi comunque, quindi se la paura di ingrassare è il vostro timore più grande provate a vederla in questo modo:

  • se smettete d'estate, il caldo vi aiuterà a non ingrassare troppo
  • se smettete d'inverno, il freddo vi avrebbe comunque fatto ingrassare un pochino, perciò vi potete mettere l'anima in pace

Raccontarsi balle è il nemico numero uno

Tutti abbiamo pensato, più o meno spesso e con più o meno convinzione: "magari prima di smettere riduco gradualmente il numero di sigarette", oppure - come va tanto di moda oggi  - "passo alla sigaretta elettronica così mantengo il gesto ed elimino le conseguenze negative del fumo."

Ma diciamo le cose come stanno: sono tutte balle.

1. "svapare"

Non siamo ancora sicuri al 100% che svapare non faccia male (ci sono studi contrastanti) e l'argomentazione "fumare sigarette è comunque peggio" non la voglio neanche sentire: tra "male" e "meno male" non vedo niente che dica "fa bene".

Personalmente sono contrario alla sigaretta elettronica. Se uno vuole davvero smettere mantenere il gesto - anzi renderlo ancora più frequente - è una strategia un po' insolita per arrivare all'obiettivo; certo, si può diminuire la nicotina e arrivare a svapare solo acqua aromatizzata: ma a che pro? Cosa mi significa? Si resta comunque schiavi di una gestualità sbagliata che non aiuta affatto la causa. E sappiamo che la componente psicologica è enorme in un vizio!

2. Ridurre

Ridurre le sigarette è solo una scusa che ci raccontiamo per sentirci bene con noi stessi, perchè quasi sempre poi recuperiamo in un secondo momento, perchè "oggi ho fatto il bravo, ho fumato meno, ora una in più me la merito"; e sono colpevole più volte di averla messa in pratica, convinto anche di star facendo la mossa più furba. Ma dura poco.

La mia scusa preferita per fumare era: fumo tabacco, che dicono tutti sia più sano delle sigarette normali (non ho mai approfondito, sentirlo dire faceva sentire meglio), quindi anche se ne fumo una o due in più non fa tanta differenza. Otto, dieci, dodici, e poi sono piccoline...magari ci metto meno tabacco...l'ultima non l'avevo fumata tutta, devo rifarmi...

E via così, senza rendermene davvero conto. Anche perche fumare non mi dispiaceva, come gesto. Si, a volte diventava noioso, forzato, e fare gli sciacqui con il Listerine non mandava via tutto l'odore di fumo dall'alito. Ma procrastinavo e mi dicevo che non era nulla.

O vuoi smettere o non lo fai

Come dico anche in questa risposta su Quora, c'è solo un modo davvero funzionante per non fumare più: o smetti perchè davvero lo vuoi , o sei sempre a forte rischio di ricaduta.

Quando arriva il momento in cui ti dici, con sincera convinzione, che ti accenderai l'ultima sigaretta, è allora che metterai via il pacchetto seriamente - anche se e' pieno.

Il 9 ottobre 2016, dopo cena, fumai sul balcone l'ultima sigaretta, sorseggiando il caffè. Avevo deciso che dal 10 ottobre avrei smesso, ed ecco passati i primi 365 giorni.

E andiamo avanti.

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